sabato 16 febbraio 2008

Il giorno dopo finiamo in nel vivace quartiere di San Telmo. San Telmo è un'altra zona dove ad ogni angolo compaiono coppie che si avvinghiano al ritmo del tango, ma un'altra passione degli argentini è la salsa, e durante il mercatino delle pulci della domenica (il mercato più bello del mondo!), si sovrappongono anche samba, swing, jazz e tutta la musica che uno può immaginare..sulla strada.

Burattini, complessi musicali, piccole idee (come il mio nuovo braccialetto-forchetta), antiquariato di ogni tipo (utile e inutile!), incensieri che fumano come ciminiere, oggetti e pupazzi colorati invadono le strade.


I succhi di arancia fresca sono irresistiBBoli, sublimi, esagerati! Ancora ne posso assaporare la fresca densità arancione...mmm!

Jason trova persino la sua ballerina di tango... ;)

E' davvero diverso da ogni altro mercato! Finalmente incappiamo in un barett artigianale dove servono la bevanda nazionale argentina: il mate. Si beve con la bombilla da una tazza fatta di legno all´interno e decorata a piacimento all´esterno. Il procedimento per preparare la tazza a dovere per il primo uso dura 24 ore. Poi si sceglie la yerba mate, che ha un gusto del tutto particolare, simile al thè ma nello stesso tempio diverso. ..Qualcuno successivamente commenterà che in realtà è come mangiare erba..e se la bombilla si sposta, non si succhia più nulla!

Importante è come si versa l´acqua (sulla bombilla, posta in maniera diagonale) e come si beve, facendo attenzione al rituale del passaggio del mate al prossimo.

Nelle strade intanto i ritmi di samba si fanno incalzanti, e un'orda di gente comincia a danzare seguendo e precedendo il complesso di tamburi. I percussionisti fanno un giro delle strade circondati da culi ancheggianti e vibranti..tra cui naturalmente anche il mio! Anche Derek si lancia nel ballo sfrenato di gruppo.

Musica e ballo fanno tremare Buenos Aires, e la gente che cammina sul suolo argentino non può fare a meno di essere trascinata nel furore generale. L'effetto finale è una specie di euforia mista a pazzia: il singolo si immagina immerso in un paradiso di frutta proibita, danze dionisiache e calore umano... e ne rimane incantato. Più o meno così:

La sera ci fermiamo in piazza Dorrego, dove una folla immensa si accalca ad osservare coppie professioniste e non a ballare il tango e la salsa. Altri singaporegni incontrati per caso si aggiungono alla combriccola (pare che ci siano solo singaporegni in giro, che succede?!), e così ci mettiamo comodi ad osservare i balli sfrenati in piazza.



Un colombiano mi insegna qualche passo di danza, facendomi felice. Si tratta di fare pressione, ascoltare l'altro, e lasciare che l'uomo diriga la donna nella danza. Questo, per lo meno, è l'inizio, prima che comincino strisciate, calcetti a destra e a manca con tacchi appuntiti e coreografie acrobatiche! La piazza è piena di giovani, bambini e vecchi. Tutte le generazioni sono presenti ad osservare la gaiezza generale, che si spande come una grande onda di energia tra tutti gli astanti. Così saluto Buenos Aires!



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