domenica 17 febbraio 2008

Bogota, il calore umano.

Una delle qualità migliori dei colombiani, a parte i cibi deliziosi, è il calore loro calore umano.



L'incrediBBoli gentilezza e disponiBBolità che li distingue è superiore persino all'apertura e spontaneità dei nostri abitanti del sud, o forse simile. Un giorno, prima di andare al monte di Monserrate, io e Jason ci fermiamo in un gustoso ristorantino sul percorso, in cima a calle 12. Ci accoglie il manager della baracca, che si siede a chiacchierare con me, ci fa servire il miglior cibo (assicurandosi personalmente che sia ben cotto, ben servito ecc), e ci consiglia piatti tipici di carne, fagioli e uova, arepas, ajiaco, e altre specialità, oltre a farci bere deliziosi succhi di frutta tipica del luogo.




Non contento di ciò, ci offre ospitalità per la prossima volta che verremo in Colombia. Potremo stare da lui, oppure ci cercherà lui il migliore ostello in zona, o addirittura ha in mente di ampliare il suo stesso esercizio con una parte superiore adibita ad ostello, entro l'estate del 2009...così nel caso torniamo...! Ci fa vedere il locale, conoscere i lavoratori, e ci presta persino le posate per portare via del cibo il giorno dopo, posate che restituiamo per puro caso a un suo dipendente quando il locale è chiuso. Infine, arriva il momento di pagare il suo succulento pranzo (solamente l'equivalente di $4-5 a testa!). Cerchiamo invano di lasciargli la mancia, ma lui insiste di no, e invece di darci il resto contato, ci da più resto, facendoci addirittura lo sconto su quel poco che dovevamo pagare!! Piacevolmente allibita, se non sconvolta, resto imbambolata davanti a tanta gentilezza. ImpossiBBoli che si tratti solamente di strategie di marketing verso il cliente! E pensare poi che la gente di città è sempre meno amichevole della gente fuori città...



Da "Andres Carne de Res", Chia - vicino Bogota.

VOGLIO TORNAREEEEEEEE!!!! Ecco che divento anch'io sempre più colombiana! Non sempre però le piacevoli stradine gialle, rosse, azzurre e bianche sono territorio sicuro per viaggiatori e locali. Di notte i colori vengono oscurati dal buio, e facce di gente povera si aggirano minacciose per le strade deserte della città vecchia, deserte soprattutto durante la settimana lavorativa.



Anche se la zona vicino al palazzo presidenziale è presidiata dai militari, solo una stradina è chiusa e super-protetta, e i militari si diradano salendo su per la collina...verso appunto il nostro ostello. I militari inoltre proteggono strettamente il loro perimetro di azione, e del resto si preoccupano poco!
Anche se ci sono dei baretti aperti di qua e di là, non sono immediatamente visiBBoli e non sono neanche molto popolati durante la settimana.
Anche se i ladri e i poveracci, che in Colombia sono davvero poveri (rubano soldi e giacche per coprirsi minacciando le loro vittime con coltellini), ce l'hanno scritto in fronte che vogliono derubarti e sono quindi facilmente identificaBBoli, non sempre è facile rendersi conto del fatto che sono davvero malintenzionati, e sono davvero presenti di sera e di notte per le stradine della città vecchia... Meglio sapere esattamente dove si va, di sera, e non andarci da soli...


Capita così che un giovedì sera io e Jason vogliamo andare a un barettino consigliatoci nelle vicinanze. Si tratta di una distanza di solamente 4
calles, e per giunta sulla stessa carrera del nostro ostello. La simpatica manager dell'ostello, sentito il nostro programma di uscire verso le 23, ci consiglia terrorizzata di prendere un taxi. Un taxi per quattro isolati? Prese le benedizioni della proprietaria, usciamo a piedi. Dopo tutto Jason è un ufficiale militare, siamo in due, la strada è abbastanza illuminata ed il percorso è in discesa. Dovremmo proprio farcela!



Vecchia che cammina a Zipaquira.


Tuttavia la strada è silenziosa e deserta, da far venire la pelle d'oca. Affrettiamo il passo e, senza mai incontrare anima viva, giungiamo ad un incrocio. Chiediamo a un barettino dove si trovi esattamente il nostro bar, peraltro chiamato ambiguamente "Casa de Citas" (!), e scopriamo che si trova proprio svoltato l'angolo. A questo punto incontriamo uno dei suddetti malviventi ovviamente malintenzionati. Trattasi di un individuo magrolino, senza giaccia, se si avvicina in maniera anomala verso di noi e comincia a parlarci in maniera sconnessa. MAI fidarsi di alcuno che si avvicini a parlare, specialmente la sera! Noi indietreggiamo, pronti a rientrare nel bar, e l'omino alza le braccia (come di fronte alla polizia) cercando di convincerci che è innocuo e di guadagnare la nostra fiducia. Con cautela lo aggiriamo e giungiamo all'incrocio, ma proprio al momento di svoltare vediamo che il malvivente è tornato sui suoi passi e si sta avviando velocemente e minacciosamente nella nostra direzione. A questo punto cominciamo a correre, e prima che il malandrino svolti l'angolo, troviamo il bar ed entriamo nel rifugio sicuro. Pheeeeeew! Il ritorno lo abbiamo fatto di corsa senza incontrare nessuno, per fortuna, ma non si può certo dire che sia piacevole uscire la sera da queste parti!!!



Beppe: salva anche la Colombia, dopo l'Italia!!!


Dopo tale adrenalica emozione, decidiamo di prendercela con calma, e andare nei posti per turisti. Infatti visitiamo la famosa cattedrale di sale di Zipaquira, una chiesa scavata nelle profondità di una ex-miniera di sale, piena zeppa di croci (piccole, grandi, incavate, in rilievo, decorate, semplici... insomma, in tutte le salse!). Dopo aver visto quella vicino a Cracovia, però, non rimango particolarmente impressionata, soprattutto considerando "L'Ultima Cena", la statua del Papa Giovanni Paolo II e altre bellezze che si trovano in Polonia ma non a Zipaquira.




L'avventura più interessante è tuttavia quella del trasporto pubblico. All'andata prendiamo in famoso Trans-Milenium, una specie di servizio di metropolitana che però è svolto da un lungo bus rosso che attraversa Bogota e va anche in periferia. A nord, prendiamo un piccolo pulmino. I pulmini che svolgono le funzioni di bus pullulano in sudamerica, ma per gli stranieri è molto meglio prendere uno di quei bei bus enormi e scassati che non i pulmini, dove si rischia di essere rapinati e chissà cos'altro. A Rio, per esempio è così, ma è un'avventura prendere anche i bus normali, dato che i conducenti sembra che partecipino sempre ad una gara di formula uno! A Rio ho chiesto all'omino dei biglietti perché il conducente corresse così tanto, e lui mi ha risposto che:


"La vita va vissuta intensamente, quindi con rischio". Una risposta che mi ha lasciata senza parole...!

Nel caso della Cattedrale di Zipaquira, prendere il pulmino piccolo non è un problema. Dei ragazzini urlanti cercano di far salire la gente sul loro pulmino (ognuno ha un nome diverso e va verso luoghi diversi), che si ferma dovunque ci siano passeggeri o debbano scendere. A volte bisogna saltare sui pulmini in movimento! Gli stessi ragazzini, a volte menomati (uno non aveva una mano) raccolgono i soldi dai passeggeri una volta che il pulmino sia in moto. E' così che dopo aver visitato Zipaquira, siamo saltati giù da un pulmino sbagliato (grazie all'avvertimento di una donna che sapeva quale dovevamo prendere), e su un altro pulmino, che attraversava i campi e le cittadine periferiche di Bogota per portarci a un ristorante VIP con la carne migliore di Bogota: Andres Carne de Res.



Qui io e Jason abbiamo mangiato come re! Carne mista grigliata, arepas, succhi esotici gustosissimi... il tutto a un prezzo caro per i colombiani ma del tutto accettaBBoli per un occidentale. Avendo perso l'ultimo Trans-Milenium da Chia, ci è costato molto di più tornare a casa in taxi. Pare che qui vengano a nutrirsi personaggi come Shakira e il Presidente colombiano, per cui il servizio di taxi è fornito specificamente dal ristorante e occorre dare nome e numero di passaporto per garantire sicurezza sia ai passeggeri, sia...ai tassisti!!! Certamente io mi preoccupavo molto di più della prima categoria!!!

In ostello, facciamo amicizia con una coppia di amici argentini simpaticissimi. Ci insegnano un gioco tipico dell'Argentina: truco. Si tratta di un gioco di carte fatto a pennello per i più mendaci. Infatti, sebbene Jason giuri onestà, lui risultava un formidaBBoli mentitore, mentre io scoppiavo continuamente a ridere e mi si leggeva la bugia in faccia quando il mio compagno mi chiedeva se avevamo moltissimi punti e io dicevo di sì, viola in faccia e sul punto di scoppiare. Mai ho riso fino alle lacrime come quella sera, una sera moooolto lunga e molto "mentirosa"!



E' così che si conclude, purtroppo, la mia avventura colombiana, lasciandomi con il desiderio intenso di tornare, di esplorare Cartagena e Santa Marta, di imparare di più su tutti i luoghi centro-occidentali occupati dalle Farq, che quando ero a Bogota hanno rilasciato i loro ostaggi argentini dopo... 6 anni di prigionia. E' difficile immaginare la guerrilla, il rapimento, la violenza della reclusione dopo tre giorni a Bogota, dopo aver visto la gentilezza e l'onestà di molte persone, e la povertà e disonestà di altre. Anche questa è una terra di grande bellezza e grandi contrasti.

Ma bisogna tornare... e tornare non è così facile come sembra!!! All'aeroporto, sei controlli. Io ovviamente vengono controllata tre volte con apertura di bagaglio e sguardi sospettosi ("ma sarà davvero italiana? E perché viaggia da sola? E cos'è questa sabbia nella bottiglietta? E quest'erba verde? Sarà droga?). Il Mate e la sabbia come al solito mi fanno fermare due o tre volte, con interrogatorio alla mano. Ma dove vai? E perché? E dove sei stata? Per fortuna arrivo a NYC, dove pur avendo rovesciato di tutto sul mio modulo I-20, quello che mi causa sempre problemi, me la cavo solamente con un commentino: "ma cosa ci fai coi documenti?!" .. E vai a spiegargli che sono impacciata e distratta di natura!!


Insomma, sono arrivata, sono a New York e fa un freddo boia... e il semestre "primaverile" sta per cominciare... SOS! Come farò a rimettermi a studiare? Ma questa è un'altra storia...

2 commenti:

Anonimo ha detto...

ma sei uscita poi da quel labirinto???

Anonimo ha detto...

Good words.