Quando le parole danno speranze e la realtà le toglie...
Mi limiterò a descrizioni "letterali", narrativa descrittiva insomma, per alcuni vari motivi, di due situazioni.
La prima: The Word Wall.
Dopo alcuni episodi di intolleranza alla Columbia (un cappio in segno razzista lasciato sulla porta di un professore; una svastica apparsa sulla porta di un bagno..) e quelli quotidiani per le strade, ecco un cartello per sfogare la rabbia, dividere con gli altri i propri pensieri, esprimere opinioni o altro. Un'azione di "healing", catartica, insomma, per tutti. Così è stata proposta sul campus. Libero accesso, libero pensiero, libera espressione.




La seconda: un matrimonio in stile americano - sguardo al parentado.
Prima fase: la cerimonia. Chiesa cattolica di tradizione italiana con immagini di santi rigorosamente italiani. Dopo una sfilza di damigelle accompagnate dai rispettivi mariti / fidanzati / conviventi, la sposa raggiunge l'altare. Seguono riti cerimoniali con un prete che parla inglese. Fuori fa freddo e la cittadina del New Jersey in cui si celebra il rito è deserta. Tra una fase e l'altra della cerimonia una donna, nascosta con un microfono da qualche parte, canta canzoni d'amore, un "halleluya" e una canzone in latino. Purtroppo non è molto intonata...
Dopo la cerimonia, pausa di tre ore per consentire alle ragazze di farsi un'altra doccia (!) e rivestirsi nuovamente con altri indumenti. Mi fermo a casa di una cugina, bandiera americana e zucche fuori dalla porta della villetta in mezzo al tipico viale dei film americani, con il praticello con l'erba tagliata e gli alberi dai colori autunnali e le foglie cadenti... Dentro casa si gela, ma subito ci rifacciamo con thé e biscotti prima della grande cena.

Infine ci dirigiamo a un Catering Hall, un luogo adibito solamente a grandi cerimonie solitamente nuziali, in mezzo al nulla, coi valletti che parcheggiano le auto in cambio di piccole mance (come nei film). Mi conducono in una grande sala con un buffet enorme. Montagne di cibo gustosissimo sono ammassate, decorate e cucinate per gli invitati che girano coi piattini. Persino una scultura di ghiaccio troneggia su un tavolo con i nomi degli sposi incisi inbasso. Si vedono numerose balene.

Dopo aver mangiato due piatti, quasi sazia, mi chiedo dove sia il dolce..ed è lì che scopro l'inimmaginaBBoli: solo di antipasto si trattava!!! Ci spostiamo allora in un'altra sala con una pista da ballo circondata da tavoli rotondi, e un tavolo sopraelevato solo per gli sposi. Il dj regola la musica ad un volume alto e intrattiene gli ospiti mentre mangiano, mettendo musica da ballare tra una portata e l'altra (dopo tutto, per farci stare tutto nello stomaco bisogna fare qualche piroetta..!)
La sposa è bella e, prima della cena, preceduta da una serie infinita di damigelle coi loro mariti, scende trionfale la scala hollywoodiana con il novello sposo, inondata di applausi e flash di macchine fotografiche... Poi balla una canzone d'amore davanti a tutti con lo sposo, circondata dalle damigelle coi consorti e osservata da tutti gli invitati ai tavoli (come minimo 200 persone):
Cominciano dunque danze e portate: carne con lo Chardonnay e country in pista; insalata di gamberoni e swing (che nessuno sa ballare, argh); sorbetto e caffè per digerire e lenti da ballare coi consorti o fidanzati, dato che tutti sono accoppiati!
...Ma il dolce?
Se mi aspettavo che la torta nuziale a 10 piani potesse bastare a sfamare un'orda di mangiatori come quella, mi sbagliavo di grosso. Ad un tratto, quello che credevo fosse un muro scompare, portato via a mo' di "sliding doors" da decine di camerieri eleganti. Tutto ad un tratto compare una sala nuova, la sala dei balocchi culinari, la cosiddetta "Viennese Extravaganza" (come mai poi ce l'avessero con gli austriaci non saprei). Mentre tutti si voltano attoniti ad ammirare cotanta strasbordante abbondanza, la musica arriva all'apice trapanando i Metallica mentre alcuni camerieri in pose teatrali fanno partire grosse fiammate di flambé da padelloni di succoso zucchero e chissà cos'altro.
Tutt'intorno colano fiumi di cioccolato chiaro e scuro dalle montagne, dove indistruttiBBoli golosi immergono marshmellows, fragole, banane ed altro in un bagno lussurioso. Il gelato si scioglie agonizzante dentro dolci succhi caldi, mentre torte, pasticcini di ogni forma e colore e qualsiasi dessert che chiunque possa desiderare si materializzano sui tavoli in ordine sparso. Gli invitati sono talmente pieni che l'assalto non si fa drammatico, ma quasi quasi ordinato. Tutti fanno spazio nelle viscere dello stomaco indolenzito, ma anche per i duri a morire è difficile reggere la sfida. Due domande aleggiano tacite tra gli invitati: il primo è il desiderio morboso di indovinare la pazza spesa che ha creato un nuovo cerchio dantesco nel New Jersey. La seconda è una domanda che forse mi pongo solo io: chissà dove finiranno tutti gli avanzi? Forse nella panza dello sposo?
Viva gli sposi!
Peccato che io soffra dell'incorreggiBBoli malattia chiamata associazione di idee. Tanto per fare la disturbatrice di lieti eventi, ecco un bel link per scoprire con orrore le delizie che arrivano sulla nostra tavola... e le loro truci origini. Un po' di consapevolezza non fa male a nessuno, specialmente nella terra dello spreco che sono gli Usa.
Per chi non vuole nascondere la testa sotto la sabbia: http://video.google.com/videoplay?docid=-1282796533661048967&q=earthlings