venerdì 23 novembre 2007

Qui

Ieri era Thanksgiving, una festa nata nel diciassettesimo secolo per ringraziare Dio del buon raccolto e di tutte le buone cose dell'America. (?!)


Ma lui:





...cosa c'entra???

Cerchiamo di capirci qualcosa. E' vero che è pennuto e bello grasso...




...ed è vero che immaginarselo spennato, oliato, dorato e cucinato farebbe sbavare chiunque... (SBAV SBAV SBAV...delizioooosoooo!!)





Mmmmmmmmmmmmmmmmmm!!!!!!!





TUTTAVIA, ucciderne 40 milioni solo per Thanksgiving e un tantino esagerato!!!




Quindi propongo che al Thanksgiving Day, se proprio dobbiamo ringraziare qualcuno, il primo ringraziamento vada al tacchino. GRAZIE TACCHINO! GRAZIE!!!!!!! GNAM!

giovedì 22 novembre 2007

Volare oh-oh!




Chi avrebbe mai immaginato di volare, sul serio?

Si vola con la mente, in sogno, ad occhi aperti. Si vola ovunque. Soprattutto lanciandosi da un aereo a più di 4000 metri! E invece è accaduto! A Gardiner, upstate NY.

...guardare per credere!










Non si può descrivere l'emozione di saltare nel vuoto dall'aeroplano, quando tutto di sotto sembra piccolissimo e immenso nello stesso tempo. L'eccitazione comincia a montare una volta sulla pista, quando, completamente inchiodati nell'imbragatura gialla, arriva l'aeroplanino.

Bene. L'aeroplano c'è. Ma posso sempre correre via! E invece saliamo sull'aeroplano, e l'adrenalina comincia a salire...come l'aeroplano. Ma ancora non è detto: non è detto che si salti...magari voleremo intorno al ranch, in circoli concentrici, senza mai buttarci.

E invece il portellone si apre, indossiamo i copriocchi/copriocchiali, per vedere bene il panorama a cui ci avvicineremo in caduta libera, come gli uccelli in picchiata. Le ali non mancano.

Il portellone si apre. Vediamo April scomparire di sotto. Ormai l'eccitazione è incontrollaBBoli...e comincio ad avere paura. Emilie è prima di me...si avvicina all'apertura. 1..2..3...e anche lei si butta! ODDIO! E' proprio vero allora! E' il vuoto immenso che ci chiama a sé. E noi dobbiamo lanciarci ad abbracciare la terra, il cielo e tutto il creato.

E' il mio turno. Un bel respiro. I piedi piantati ad un angolo di 45 gradi. Le ultime raccomandazioni....e....VIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!




L'aereo si fa piccolo piccolo e l'aria rarefatta si scontra con la mia faccia. Ma non sento freddo. Le mie braccia sono diventate ali e le mie gambe una coda biforcuta. La picchiata dura un minuto. Giro insieme al cameramen in aria e cerco di muovere le braccia e fare una linguaccia...con la lingua gelata! E penso..a cosa penso?

E se perdessi le scarpe? Poveretto quello a cui cascano in testa!
E se qualcuno prima di me vomitasse? Che schifo volarci dentro!
E se il paracadute non si aprisse?

Ma questo pensiero non mi sfiora, perché il paracadute si è già aperto e ora volteggio nell'aria sopra l'Hudson, sopra i prati, sopra i laghi, sopra l'orizzonte, sopra tutto. E scendo lentamente, in scivolata, verso terra...


TAC. Finito.
TAC. Non sembra vero.
TAC. Foto coi compagni di lancio.




...
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Chi avrebbe mai immaginato di volare, sul serio?

I volti del mondo




Conosco un afgano che ha vissuto durante il regime talebano. Sua sorella non ha potuto frequentare la scuola per sette anni e indossava il burqa.


Conosco un vietnamita
nato durante la guerra che ammirava Ho Chi Minh. Oggi lavora per la Columbia nel settore recruitment.


Conosco una srilankese che non è mai stata a Jaffna. Se si avventurasse da quelle parti rischierebbe di essere rapita anche per anni, in attesa di un riscatto. Fa parte di una minoranza etnica.


Conosco una colombiana che vive nella capitale. Non ha mai visto la fine di una guerra che dura da sessant'anni.


Conosco una georgiana la cui città è stata occupata e distrutta dai russi alla vigilia dell'indipendenza. Per due anni è vissuta sotto i bombardamenti, e per altri cinque è stata rifugiata insieme a migliaia di altri. Ha ricominciato da zero e oggi è qui, viva.


Conosco dei cinesi i cui nonni sono stati uccisi dalla rivoluzione culturale, i cui genitori sono stati inviati nel campi o sono stati guardie rosse.


Conosco una taiwanese che non si definirebbe mai cinese.


Conosco una venezuelana che sa quanto sia facile essere rapiti nel suo paese per soldi.


Conosco indiani induisti, cristiani e musulmani. Che tutto sommato vanno d'accordo, a parte sulla dieta..!


Conosco un'iraniana che non voleva essere rappresentata da Ahmadinejad, e che tuttavia andava fiera, qui in America, di essere iraniana.


Conosco una sudafricana che non trova un lavoro altamente qualificato perché è nera, e che dopo l'apartheid continua a subire il razzismo dei bianchi.




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Conosco un americano che credeva che Roma fosse uno stato... Ci sarebbe andato più vicino se avesse parlato di Impero (almeno un tempo esisteva!!!)

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martedì 6 novembre 2007

Quanto siamo stronzi?

E' una realtà di cui tutti abbiamo già sentito parlare, ma su cui ci sentiamo impotenti. E' una verità scomoda, che preferiamo dimenticare. Ma è vita di tutti i giorni, anche in fondo alla catena: siamo consumatori. Compriamo i vestiti nei negozi e gli alimentari nei supermercati. Tutto questo fa parte della quotidianità, che sia per sopravvivenza, golosità o capriccio.

Lasciare il cibo nel piatto è un doppio delitto. Tornare alle origini di quello che troviamo pronto e inscatolato è un viaggio negli inferi.






Siete pronti a sentire la verità? Pillola rossa o pillola blu? Una vi riporterà nel magico mondo dei diritti umani e animali e nel luccicante supermercato di fronte con tanta scelta. L'altra vi ricorderà nel modo più truce e brutale come tutto questo sia possibile e in che modo avviene.

Sì, lo sappiamo.
Ma abbiamo le palle di
vederlo sul serio?
...
Per chi pensa di averle: guardate QUI.


C'è chi preferisce nascondere la testa sotto la sabbia, ma è bene essere consapevoli prima di tutto. Poi, esiste la possiBBolità del consumo critico.
Crediamo in quanto consumatori di non avere potere, ma NON è così.
Crediamo come singoli di poterci permettere di non pensare: ma NON è così.


INSIEME possiamo cambiare le cose. Poco a poco.

Il mercato segue la domanda. E' una questione di grafici e...
NOI costituiamo quelle curve sui grafici.

Diciamo:




NO all'abbigliamento in pelle.
NO alla carne di balena o delfino.

NO alla corrida, al circo e alle competizioni di animali.

NO ai prodotti che non garantiscano un ambiente il più possibile naturale per gli animali (anche se ci vorrebbero ulteriori indagini di verifica).

NO allo spreco. Come dicono le mamme: non si butta via niente. Sarebbe un'onta anche rispetto a chi ha meno di noi.


E poi Agiamo:

BOICOTTIAMO i prodotti (cibo, vestiti, cosmetici) associati alla vendita di armi, alle aziende petrolifere, alla sperimentazione non terapeutica sugli animali. Per fare qualche nome a caldo, Nestlè e Philipp Morris.


Anni fa ho letto la Guida al Consumo Critico, e mi ha illuminata su molte di queste aziende. Guardate QUI.


Detto questo, un ultimo appello:
cerchiamo di essere un po' meno stronzi, ognuno nel suo piccolo.

lunedì 5 novembre 2007

Parole vere, situazioni artificiali...

Quando le parole danno speranze e la realtà le toglie...


Mi limiterò a descrizioni "letterali", narrativa descrittiva insomma, per alcuni vari motivi, di due situazioni.



La prima: The Word Wall.

Dopo alcuni episodi di intolleranza alla Columbia (un cappio in segno razzista lasciato sulla porta di un professore; una svastica apparsa sulla porta di un bagno..) e quelli quotidiani per le strade, ecco un cartello per sfogare la rabbia, dividere con gli altri i propri pensieri, esprimere opinioni o altro. Un'azione di "healing", catartica, insomma, per tutti. Così è stata proposta sul campus. Libero accesso, libero pensiero, libera espressione.











La seconda: un matrimonio in stile americano - sguardo al parentado.

Prima fase: la cerimonia. Chiesa cattolica di tradizione italiana con immagini di santi rigorosamente italiani. Dopo una sfilza di damigelle accompagnate dai rispettivi mariti / fidanzati / conviventi, la sposa raggiunge l'altare. Seguono riti cerimoniali con un prete che parla inglese. Fuori fa freddo e la cittadina del New Jersey in cui si celebra il rito è deserta. Tra una fase e l'altra della cerimonia una donna, nascosta con un microfono da qualche parte, canta canzoni d'amore, un "halleluya" e una canzone in latino. Purtroppo non è molto intonata...






Dopo la cerimonia, pausa di tre ore per consentire alle ragazze di farsi un'altra doccia (!) e rivestirsi nuovamente con altri indumenti. Mi fermo a casa di una cugina, bandiera americana e zucche fuori dalla porta della villetta in mezzo al tipico viale dei film americani, con il praticello con l'erba tagliata e gli alberi dai colori autunnali e le foglie cadenti... Dentro casa si gela, ma subito ci rifacciamo con thé e biscotti prima della grande cena.




Infine ci dirigiamo a un Catering Hall, un luogo adibito solamente a grandi cerimonie solitamente nuziali, in mezzo al nulla, coi valletti che parcheggiano le auto in cambio di piccole mance (come nei film). Mi conducono in una grande sala con un buffet enorme. Montagne di cibo gustosissimo sono ammassate, decorate e cucinate per gli invitati che girano coi piattini. Persino una scultura di ghiaccio troneggia su un tavolo con i nomi degli sposi incisi inbasso. Si vedono numerose balene.



Dopo aver mangiato due piatti, quasi sazia, mi chiedo dove sia il dolce..ed è lì che scopro l'inimmaginaBBoli: solo di antipasto si trattava!!! Ci spostiamo allora in un'altra sala con una pista da ballo circondata da tavoli rotondi, e un tavolo sopraelevato solo per gli sposi. Il dj regola la musica ad un volume alto e intrattiene gli ospiti mentre mangiano, mettendo musica da ballare tra una portata e l'altra (dopo tutto, per farci stare tutto nello stomaco bisogna fare qualche piroetta..!)
La sposa è bella e, prima della cena, preceduta da una serie infinita di damigelle coi loro mariti, scende trionfale la scala hollywoodiana con il novello sposo, inondata di applausi e flash di macchine fotografiche... Poi balla una canzone d'amore davanti a tutti con lo sposo, circondata dalle damigelle coi consorti e osservata da tutti gli invitati ai tavoli (come minimo 200 persone):




Cominciano dunque danze e portate: carne con lo Chardonnay e country in pista; insalata di gamberoni e swing (che nessuno sa ballare, argh); sorbetto e caffè per digerire e lenti da ballare coi consorti o fidanzati, dato che tutti sono accoppiati!

...Ma il dolce?

Se mi aspettavo che la torta nuziale a 10 piani potesse bastare a sfamare un'orda di mangiatori come quella, mi sbagliavo di grosso. Ad un tratto, quello che credevo fosse un muro scompare, portato via a mo' di "sliding doors" da decine di camerieri eleganti. Tutto ad un tratto compare una sala nuova, la sala dei balocchi culinari, la cosiddetta "Viennese Extravaganza" (come mai poi ce l'avessero con gli austriaci non saprei). Mentre tutti si voltano attoniti ad ammirare cotanta strasbordante abbondanza, la musica arriva all'apice trapanando i Metallica mentre alcuni camerieri in pose teatrali fanno partire grosse fiammate di flambé da padelloni di succoso zucchero e chissà cos'altro.





Tutt'intorno colano fiumi di cioccolato chiaro e scuro dalle montagne, dove indistruttiBBoli golosi immergono marshmellows, fragole, banane ed altro in un bagno lussurioso. Il gelato si scioglie agonizzante dentro dolci succhi caldi, mentre torte, pasticcini di ogni forma e colore e qualsiasi dessert che chiunque possa desiderare si materializzano sui tavoli in ordine sparso. Gli invitati sono talmente pieni che l'assalto non si fa drammatico, ma quasi quasi ordinato. Tutti fanno spazio nelle viscere dello stomaco indolenzito, ma anche per i duri a morire è difficile reggere la sfida. Due domande aleggiano tacite tra gli invitati: il primo è il desiderio morboso di indovinare la pazza spesa che ha creato un nuovo cerchio dantesco nel New Jersey. La seconda è una domanda che forse mi pongo solo io: chissà dove finiranno tutti gli avanzi? Forse nella panza dello sposo?




Viva gli sposi!

Peccato che io soffra dell'incorreggiBBoli malattia chiamata associazione di idee. Tanto per fare la disturbatrice di lieti eventi, ecco un bel link per scoprire con orrore le delizie che arrivano sulla nostra tavola... e le loro truci origini. Un po' di consapevolezza non fa male a nessuno, specialmente nella terra dello spreco che sono gli Usa.

Per chi non vuole nascondere la testa sotto la sabbia: http://video.google.com/videoplay?docid=-1282796533661048967&q=earthlings

Cosa succede nella CASA?

BRRRRRRRRRR!

Seriamente, vi siete mai chiesti che cosa penserebbero degli alieni che guardassero la Terra durante l'americanata (in realtà derivata da culti irlandesi) chiamata Halloween? Io credo che non ci metterebbero molto a capire il livello di primitività della società umana. Come se "essere umano" significasse "essere avanzato"! Per questo l'unica soluzione è adattarsi e rappresentare appunto l'uomo e la donna delle caverne. Infatti...come potete vedere...





Missione compiuta!!!



Grazie anche a Scarlet che ha dato una mano nella "stesura" dell'inusuale costume!


Dopo una festa così primitiva, preceduta da assurdo shopping all'economico ed enorme Century 21, dopo aver visto montagne di vestitiscarpecollane e montagne di borsevestitihollywoodiani, e dopo aver visto ENORMI zucche...




...come minimo bisognava redimersi. Per questo noi umili peccatrici (io e scarlet, casualmente) ci siamo recate nel bel mezzo della Harlem più nera (ma in quartiere inn...!) a pregare l'usciere della chiesa battista "Abyssinian" di farci entrare. Technically, considerando le code di ore che fanno fare ai turisti in visita e il fatto che ovviamente noi siamo arrivate in ritardo di mezz'ora, non avremmo avuto alcune possiBBolità di entrare. Ma qui si parla di pulcia e scarlet, mica donne qualunque. E così, dopo esserci voltate per andare via, siamo state richiamate ad entrare in una famosa chiesa finanziata addirittura da Hillary Clinton.

Fotografata di nascosto e contro le regole...ecco l'aspetto di una chiesa battista dall'interno:



Diversa da qualsiasi messa cattolica, la "preacher" è una donna nera bellissima e tostissima, vestita con una toga nera e in piedi per il discorso. Più che simile a un prete che fa la predica, si tratta di un discorso quasi politico.
Stessa gestualità, stesso carisma, stessa studiata strategia comunicativa: tono della voce, spesso incazzato, ripetizione di parole, uso di concetti e immagini forti per catturare l'attenzione della "platea".
Stessa reazione di un pubblico presente a un comizio: commenti di approvazione - "yeah", "alright"!-, stessi gesti di ammirazione - applausi, gente che si alza in piedi, accenni affermativi con la testa-.
Lei è convincente, forte, parla del credente che è inutile che stia seduto in chiesa per purificarsi se non si adopera in maniera pragmatica per la comunità in cui vive. Parla dell'inutilità di rimuginare su un passato doloroso e la necessità di credere nel presente e guardare al futuro. Porta la parola di "Dio"
down to earth, nella vita di ognuno di noi. Concetti che si applicano a chiunque, in ogni situazione personale. Tutti hanno sofferto, tutti lottano per sopravvivere: soprattutto la comunità nera degli Stati Uniti.

Non è vero che qui c'è tolleranza, non è vero che il razzismo è stato eliminato. Anzi. Persino nella mia Casa esistono episodi di intolleranza razziale...e nessuno di noi europei può immaginare le situazioni di disagio che incontra ogni giorno un nero. Grazie alla mia amica Nox, ora so che questo avviene molto più di quanto immaginassi. Dobbiamo combattere il razzismo! Debellare quello intorno a noi. Parlare con gli amici intolleranti e pacificarli, stracciare i loro pregiudizi (ecco il mio comizio!!).

La donna è fantastica: tutti la acclamano e la applaudono. Chissà quanto ha studiato per riuscire a parlare così. Altro che certi pretuncoli pallosissimi e le loro litanie monotone, cornice sonora di prediche anacronistiche. Nonostante l'alto livello dei pastori, tuttavia, i fedeli assomigliano ad un'accozzaglia di pecore pronta a seguire qualsiasi corrente, alcuni quasi fanatici.



Vorrei che il mondo conoscesse una via di mezzo!