martedì 25 dicembre 2007

Discorso all'Onu

Di certo non si può passare un novembre solamente a studiare e divertirsi, no? Dunque ho deciso di dare fondo alle mie competenze diplomatiche internazionali per promuovere la pace nel mondo. Dove? All'ONU, naturalmente.





Data la serietà dell'incontro fissato all'Assemblea Generale, ho ringraziato l'amico Ban Ki Moon per avermi invitata in qualità di rappresentante italiana.




'Discorso all'Onu'


Dopo aver esaltato il fondamentale ruolo dell'Italia nel mondo e lo sforzo del nostro paese per la promozione dei diritti umani, della moratoria contro la pena di morte e della legalità in tutto il globo (purché NON in Italia - infatti per fortuna abbiamo Mastella....), mi sono data all'interpretariato serio.



'Hindi-Italiano'


Chiaramente, dopo aver discusso tali temi di portata mondiale, in presenza delle più alte cariche degli Stati del Mondo (considerando il nostro Parlamento, io ero una delle più alte cariche, in rappresentanza di tutti i cittadini italiani che NON si sentono rappresentati dalla nostra gerontocrazia corrotta), l'amico Ban si è alzato e ha giurato che dopo Kofi Annan e lui, sarò di sicuro io la prossima degna segretaria generale dell'Onu.






Anche il mio collega indiano è stato promosso a segretario della segretaria in occasione dei prossimi incarichi, anche per sigillare l'amicizia tra l'Italia, l'India e il mondo. Altro che Cina, la Cina è solo un fenomeno transitorio.......o no? Ma non mi metterò certo a discutere questi temi ora. Meglio dopo averci dormito su.





Sigillata e stipulata la nostra amicizia intercontinentale, ho salutato militarmente l'Onu e sono andata alla disperata ricerca di un bar. Ma a parte quello dentro l'Onu, non esiste un bar nel raggio di 500 metri dall'entrata. Assurdo, improponiBBoli, irresponsaBBoli. Dove prendono il caffè i diplomatici prima di entrare? Anche questo, come d'altra parte specificato di sopra, è un problema mondiale.




Insomma, intorno al 2016 avrò un lavoro! Evviva! Grazie Ban Ki Moon!




Cantare o fare discorsi seri?

Novembre è stato un mese molto intenso...tanto che non me lo ricordo quasi più! Dal 20 novembre al 20 dicembre sono stata letteralmente massacrata all'università, DOH! Voglio la maaaammmaaaaaaa! No dai, scherzo! In ogni caso mi sono data alla pazza gioia, anzi, al pazzo canto. Eh sì, perché il Karaoke mica poteva mancare nella Casa:




"I don't wanna miiiiiisssssss aaaaa thiiiiiiiiiiiiiiiiiiingggg"


E non mancavano neanche rappettari, hip-poppari, I.House Boys (pessima imitazione dei famosi -hic- Backstreet, ma i nostri erano più internazionali TIE'!), Marmalaide girls (pessime anche noi) e omosessuali alla YMCA! Non mancavano quindi di certo neanche individui vagamente disturbati:




"Awimmaweawimmaweaaaaaauuuuaaaauuuuuu!"


Oltre a cantare, naturalmente, c'è stato il famoso ballo di gala autunnale, dove uomini, donne e vecchi (tutti presenti) davano il meglio di sé, anche dal punto di vista dell'abbigliamento. Quel giorno in cui Scarlet aveva fatto uscire la consumista che è in me, avevo infatti acquistato un paio di vestitini alla Marilyn Monroe.... E fu così che indossai il vestito di gala al ballo di gala.... E fu così che una ragazza asiatica mi avvicinò. Che fosse attratta?... E fu così che scoprii che aveva LO STESSO IDENTICO VESTITO! Ma porc... Allora le chiesi: "Ma tu dove l'hai comprato?" Lei rispose: "Da Macy's l'anno scorso"... E io con un sorriso sardonico: "Io da Century 21 quest'anno...AHAHAHAHAHAHAHAH"!
(i.e. ho risparmiato moltiiiiiiiiiisssssimoooo!)


Eccolo:





Le sorelle...a pois?


Dunque, a parte cantare e ballare...che si fa alla Casa? Ah, si cucina naturalmente! Si cucina georgiano, russo, cinese, italiano e pure filippino. Il seguente è un piatto di dubbia provenienza, su cui gradirei non fossero fatti troppi commenti sulla forma ah ah ah! GNAAAAM!!!




Cetriolo con terrazzamento di cozze ricoperte di formaggio filante e contorno di bruschette con tenero rosmarino, bocconcini di pomodoro e aglio...mmmmm!


Dunque: cantare, ballare, mangiare. Ma mica è finita: per farci compagnia e salvarci dalla nostalgia di casa, qui ci baciamo!!!




Un bacio alla mia amica francese Emilie!



...Ma mica ci vogliamo sempre bene: ci mordiamo anche!




...Insomma, una bella compagnia di matti!



Taiwan, Libano, Germania, Cipro, Italia, Uruguay, California!


Insomma, un bel novembre, passato a studiare e pattinare, studiare a ballare, studiare e cantare, studiare e mangiare, studiare, studiare, studiare!



venerdì 23 novembre 2007

Qui

Ieri era Thanksgiving, una festa nata nel diciassettesimo secolo per ringraziare Dio del buon raccolto e di tutte le buone cose dell'America. (?!)


Ma lui:





...cosa c'entra???

Cerchiamo di capirci qualcosa. E' vero che è pennuto e bello grasso...




...ed è vero che immaginarselo spennato, oliato, dorato e cucinato farebbe sbavare chiunque... (SBAV SBAV SBAV...delizioooosoooo!!)





Mmmmmmmmmmmmmmmmmm!!!!!!!





TUTTAVIA, ucciderne 40 milioni solo per Thanksgiving e un tantino esagerato!!!




Quindi propongo che al Thanksgiving Day, se proprio dobbiamo ringraziare qualcuno, il primo ringraziamento vada al tacchino. GRAZIE TACCHINO! GRAZIE!!!!!!! GNAM!

giovedì 22 novembre 2007

Volare oh-oh!




Chi avrebbe mai immaginato di volare, sul serio?

Si vola con la mente, in sogno, ad occhi aperti. Si vola ovunque. Soprattutto lanciandosi da un aereo a più di 4000 metri! E invece è accaduto! A Gardiner, upstate NY.

...guardare per credere!










Non si può descrivere l'emozione di saltare nel vuoto dall'aeroplano, quando tutto di sotto sembra piccolissimo e immenso nello stesso tempo. L'eccitazione comincia a montare una volta sulla pista, quando, completamente inchiodati nell'imbragatura gialla, arriva l'aeroplanino.

Bene. L'aeroplano c'è. Ma posso sempre correre via! E invece saliamo sull'aeroplano, e l'adrenalina comincia a salire...come l'aeroplano. Ma ancora non è detto: non è detto che si salti...magari voleremo intorno al ranch, in circoli concentrici, senza mai buttarci.

E invece il portellone si apre, indossiamo i copriocchi/copriocchiali, per vedere bene il panorama a cui ci avvicineremo in caduta libera, come gli uccelli in picchiata. Le ali non mancano.

Il portellone si apre. Vediamo April scomparire di sotto. Ormai l'eccitazione è incontrollaBBoli...e comincio ad avere paura. Emilie è prima di me...si avvicina all'apertura. 1..2..3...e anche lei si butta! ODDIO! E' proprio vero allora! E' il vuoto immenso che ci chiama a sé. E noi dobbiamo lanciarci ad abbracciare la terra, il cielo e tutto il creato.

E' il mio turno. Un bel respiro. I piedi piantati ad un angolo di 45 gradi. Le ultime raccomandazioni....e....VIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!




L'aereo si fa piccolo piccolo e l'aria rarefatta si scontra con la mia faccia. Ma non sento freddo. Le mie braccia sono diventate ali e le mie gambe una coda biforcuta. La picchiata dura un minuto. Giro insieme al cameramen in aria e cerco di muovere le braccia e fare una linguaccia...con la lingua gelata! E penso..a cosa penso?

E se perdessi le scarpe? Poveretto quello a cui cascano in testa!
E se qualcuno prima di me vomitasse? Che schifo volarci dentro!
E se il paracadute non si aprisse?

Ma questo pensiero non mi sfiora, perché il paracadute si è già aperto e ora volteggio nell'aria sopra l'Hudson, sopra i prati, sopra i laghi, sopra l'orizzonte, sopra tutto. E scendo lentamente, in scivolata, verso terra...


TAC. Finito.
TAC. Non sembra vero.
TAC. Foto coi compagni di lancio.




...
.....
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Chi avrebbe mai immaginato di volare, sul serio?

I volti del mondo




Conosco un afgano che ha vissuto durante il regime talebano. Sua sorella non ha potuto frequentare la scuola per sette anni e indossava il burqa.


Conosco un vietnamita
nato durante la guerra che ammirava Ho Chi Minh. Oggi lavora per la Columbia nel settore recruitment.


Conosco una srilankese che non è mai stata a Jaffna. Se si avventurasse da quelle parti rischierebbe di essere rapita anche per anni, in attesa di un riscatto. Fa parte di una minoranza etnica.


Conosco una colombiana che vive nella capitale. Non ha mai visto la fine di una guerra che dura da sessant'anni.


Conosco una georgiana la cui città è stata occupata e distrutta dai russi alla vigilia dell'indipendenza. Per due anni è vissuta sotto i bombardamenti, e per altri cinque è stata rifugiata insieme a migliaia di altri. Ha ricominciato da zero e oggi è qui, viva.


Conosco dei cinesi i cui nonni sono stati uccisi dalla rivoluzione culturale, i cui genitori sono stati inviati nel campi o sono stati guardie rosse.


Conosco una taiwanese che non si definirebbe mai cinese.


Conosco una venezuelana che sa quanto sia facile essere rapiti nel suo paese per soldi.


Conosco indiani induisti, cristiani e musulmani. Che tutto sommato vanno d'accordo, a parte sulla dieta..!


Conosco un'iraniana che non voleva essere rappresentata da Ahmadinejad, e che tuttavia andava fiera, qui in America, di essere iraniana.


Conosco una sudafricana che non trova un lavoro altamente qualificato perché è nera, e che dopo l'apartheid continua a subire il razzismo dei bianchi.




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Conosco un americano che credeva che Roma fosse uno stato... Ci sarebbe andato più vicino se avesse parlato di Impero (almeno un tempo esisteva!!!)

.....

martedì 6 novembre 2007

Quanto siamo stronzi?

E' una realtà di cui tutti abbiamo già sentito parlare, ma su cui ci sentiamo impotenti. E' una verità scomoda, che preferiamo dimenticare. Ma è vita di tutti i giorni, anche in fondo alla catena: siamo consumatori. Compriamo i vestiti nei negozi e gli alimentari nei supermercati. Tutto questo fa parte della quotidianità, che sia per sopravvivenza, golosità o capriccio.

Lasciare il cibo nel piatto è un doppio delitto. Tornare alle origini di quello che troviamo pronto e inscatolato è un viaggio negli inferi.






Siete pronti a sentire la verità? Pillola rossa o pillola blu? Una vi riporterà nel magico mondo dei diritti umani e animali e nel luccicante supermercato di fronte con tanta scelta. L'altra vi ricorderà nel modo più truce e brutale come tutto questo sia possibile e in che modo avviene.

Sì, lo sappiamo.
Ma abbiamo le palle di
vederlo sul serio?
...
Per chi pensa di averle: guardate QUI.


C'è chi preferisce nascondere la testa sotto la sabbia, ma è bene essere consapevoli prima di tutto. Poi, esiste la possiBBolità del consumo critico.
Crediamo in quanto consumatori di non avere potere, ma NON è così.
Crediamo come singoli di poterci permettere di non pensare: ma NON è così.


INSIEME possiamo cambiare le cose. Poco a poco.

Il mercato segue la domanda. E' una questione di grafici e...
NOI costituiamo quelle curve sui grafici.

Diciamo:




NO all'abbigliamento in pelle.
NO alla carne di balena o delfino.

NO alla corrida, al circo e alle competizioni di animali.

NO ai prodotti che non garantiscano un ambiente il più possibile naturale per gli animali (anche se ci vorrebbero ulteriori indagini di verifica).

NO allo spreco. Come dicono le mamme: non si butta via niente. Sarebbe un'onta anche rispetto a chi ha meno di noi.


E poi Agiamo:

BOICOTTIAMO i prodotti (cibo, vestiti, cosmetici) associati alla vendita di armi, alle aziende petrolifere, alla sperimentazione non terapeutica sugli animali. Per fare qualche nome a caldo, Nestlè e Philipp Morris.


Anni fa ho letto la Guida al Consumo Critico, e mi ha illuminata su molte di queste aziende. Guardate QUI.


Detto questo, un ultimo appello:
cerchiamo di essere un po' meno stronzi, ognuno nel suo piccolo.

lunedì 5 novembre 2007

Parole vere, situazioni artificiali...

Quando le parole danno speranze e la realtà le toglie...


Mi limiterò a descrizioni "letterali", narrativa descrittiva insomma, per alcuni vari motivi, di due situazioni.



La prima: The Word Wall.

Dopo alcuni episodi di intolleranza alla Columbia (un cappio in segno razzista lasciato sulla porta di un professore; una svastica apparsa sulla porta di un bagno..) e quelli quotidiani per le strade, ecco un cartello per sfogare la rabbia, dividere con gli altri i propri pensieri, esprimere opinioni o altro. Un'azione di "healing", catartica, insomma, per tutti. Così è stata proposta sul campus. Libero accesso, libero pensiero, libera espressione.











La seconda: un matrimonio in stile americano - sguardo al parentado.

Prima fase: la cerimonia. Chiesa cattolica di tradizione italiana con immagini di santi rigorosamente italiani. Dopo una sfilza di damigelle accompagnate dai rispettivi mariti / fidanzati / conviventi, la sposa raggiunge l'altare. Seguono riti cerimoniali con un prete che parla inglese. Fuori fa freddo e la cittadina del New Jersey in cui si celebra il rito è deserta. Tra una fase e l'altra della cerimonia una donna, nascosta con un microfono da qualche parte, canta canzoni d'amore, un "halleluya" e una canzone in latino. Purtroppo non è molto intonata...






Dopo la cerimonia, pausa di tre ore per consentire alle ragazze di farsi un'altra doccia (!) e rivestirsi nuovamente con altri indumenti. Mi fermo a casa di una cugina, bandiera americana e zucche fuori dalla porta della villetta in mezzo al tipico viale dei film americani, con il praticello con l'erba tagliata e gli alberi dai colori autunnali e le foglie cadenti... Dentro casa si gela, ma subito ci rifacciamo con thé e biscotti prima della grande cena.




Infine ci dirigiamo a un Catering Hall, un luogo adibito solamente a grandi cerimonie solitamente nuziali, in mezzo al nulla, coi valletti che parcheggiano le auto in cambio di piccole mance (come nei film). Mi conducono in una grande sala con un buffet enorme. Montagne di cibo gustosissimo sono ammassate, decorate e cucinate per gli invitati che girano coi piattini. Persino una scultura di ghiaccio troneggia su un tavolo con i nomi degli sposi incisi inbasso. Si vedono numerose balene.



Dopo aver mangiato due piatti, quasi sazia, mi chiedo dove sia il dolce..ed è lì che scopro l'inimmaginaBBoli: solo di antipasto si trattava!!! Ci spostiamo allora in un'altra sala con una pista da ballo circondata da tavoli rotondi, e un tavolo sopraelevato solo per gli sposi. Il dj regola la musica ad un volume alto e intrattiene gli ospiti mentre mangiano, mettendo musica da ballare tra una portata e l'altra (dopo tutto, per farci stare tutto nello stomaco bisogna fare qualche piroetta..!)
La sposa è bella e, prima della cena, preceduta da una serie infinita di damigelle coi loro mariti, scende trionfale la scala hollywoodiana con il novello sposo, inondata di applausi e flash di macchine fotografiche... Poi balla una canzone d'amore davanti a tutti con lo sposo, circondata dalle damigelle coi consorti e osservata da tutti gli invitati ai tavoli (come minimo 200 persone):




Cominciano dunque danze e portate: carne con lo Chardonnay e country in pista; insalata di gamberoni e swing (che nessuno sa ballare, argh); sorbetto e caffè per digerire e lenti da ballare coi consorti o fidanzati, dato che tutti sono accoppiati!

...Ma il dolce?

Se mi aspettavo che la torta nuziale a 10 piani potesse bastare a sfamare un'orda di mangiatori come quella, mi sbagliavo di grosso. Ad un tratto, quello che credevo fosse un muro scompare, portato via a mo' di "sliding doors" da decine di camerieri eleganti. Tutto ad un tratto compare una sala nuova, la sala dei balocchi culinari, la cosiddetta "Viennese Extravaganza" (come mai poi ce l'avessero con gli austriaci non saprei). Mentre tutti si voltano attoniti ad ammirare cotanta strasbordante abbondanza, la musica arriva all'apice trapanando i Metallica mentre alcuni camerieri in pose teatrali fanno partire grosse fiammate di flambé da padelloni di succoso zucchero e chissà cos'altro.





Tutt'intorno colano fiumi di cioccolato chiaro e scuro dalle montagne, dove indistruttiBBoli golosi immergono marshmellows, fragole, banane ed altro in un bagno lussurioso. Il gelato si scioglie agonizzante dentro dolci succhi caldi, mentre torte, pasticcini di ogni forma e colore e qualsiasi dessert che chiunque possa desiderare si materializzano sui tavoli in ordine sparso. Gli invitati sono talmente pieni che l'assalto non si fa drammatico, ma quasi quasi ordinato. Tutti fanno spazio nelle viscere dello stomaco indolenzito, ma anche per i duri a morire è difficile reggere la sfida. Due domande aleggiano tacite tra gli invitati: il primo è il desiderio morboso di indovinare la pazza spesa che ha creato un nuovo cerchio dantesco nel New Jersey. La seconda è una domanda che forse mi pongo solo io: chissà dove finiranno tutti gli avanzi? Forse nella panza dello sposo?




Viva gli sposi!

Peccato che io soffra dell'incorreggiBBoli malattia chiamata associazione di idee. Tanto per fare la disturbatrice di lieti eventi, ecco un bel link per scoprire con orrore le delizie che arrivano sulla nostra tavola... e le loro truci origini. Un po' di consapevolezza non fa male a nessuno, specialmente nella terra dello spreco che sono gli Usa.

Per chi non vuole nascondere la testa sotto la sabbia: http://video.google.com/videoplay?docid=-1282796533661048967&q=earthlings

Cosa succede nella CASA?

BRRRRRRRRRR!

Seriamente, vi siete mai chiesti che cosa penserebbero degli alieni che guardassero la Terra durante l'americanata (in realtà derivata da culti irlandesi) chiamata Halloween? Io credo che non ci metterebbero molto a capire il livello di primitività della società umana. Come se "essere umano" significasse "essere avanzato"! Per questo l'unica soluzione è adattarsi e rappresentare appunto l'uomo e la donna delle caverne. Infatti...come potete vedere...





Missione compiuta!!!



Grazie anche a Scarlet che ha dato una mano nella "stesura" dell'inusuale costume!


Dopo una festa così primitiva, preceduta da assurdo shopping all'economico ed enorme Century 21, dopo aver visto montagne di vestitiscarpecollane e montagne di borsevestitihollywoodiani, e dopo aver visto ENORMI zucche...




...come minimo bisognava redimersi. Per questo noi umili peccatrici (io e scarlet, casualmente) ci siamo recate nel bel mezzo della Harlem più nera (ma in quartiere inn...!) a pregare l'usciere della chiesa battista "Abyssinian" di farci entrare. Technically, considerando le code di ore che fanno fare ai turisti in visita e il fatto che ovviamente noi siamo arrivate in ritardo di mezz'ora, non avremmo avuto alcune possiBBolità di entrare. Ma qui si parla di pulcia e scarlet, mica donne qualunque. E così, dopo esserci voltate per andare via, siamo state richiamate ad entrare in una famosa chiesa finanziata addirittura da Hillary Clinton.

Fotografata di nascosto e contro le regole...ecco l'aspetto di una chiesa battista dall'interno:



Diversa da qualsiasi messa cattolica, la "preacher" è una donna nera bellissima e tostissima, vestita con una toga nera e in piedi per il discorso. Più che simile a un prete che fa la predica, si tratta di un discorso quasi politico.
Stessa gestualità, stesso carisma, stessa studiata strategia comunicativa: tono della voce, spesso incazzato, ripetizione di parole, uso di concetti e immagini forti per catturare l'attenzione della "platea".
Stessa reazione di un pubblico presente a un comizio: commenti di approvazione - "yeah", "alright"!-, stessi gesti di ammirazione - applausi, gente che si alza in piedi, accenni affermativi con la testa-.
Lei è convincente, forte, parla del credente che è inutile che stia seduto in chiesa per purificarsi se non si adopera in maniera pragmatica per la comunità in cui vive. Parla dell'inutilità di rimuginare su un passato doloroso e la necessità di credere nel presente e guardare al futuro. Porta la parola di "Dio"
down to earth, nella vita di ognuno di noi. Concetti che si applicano a chiunque, in ogni situazione personale. Tutti hanno sofferto, tutti lottano per sopravvivere: soprattutto la comunità nera degli Stati Uniti.

Non è vero che qui c'è tolleranza, non è vero che il razzismo è stato eliminato. Anzi. Persino nella mia Casa esistono episodi di intolleranza razziale...e nessuno di noi europei può immaginare le situazioni di disagio che incontra ogni giorno un nero. Grazie alla mia amica Nox, ora so che questo avviene molto più di quanto immaginassi. Dobbiamo combattere il razzismo! Debellare quello intorno a noi. Parlare con gli amici intolleranti e pacificarli, stracciare i loro pregiudizi (ecco il mio comizio!!).

La donna è fantastica: tutti la acclamano e la applaudono. Chissà quanto ha studiato per riuscire a parlare così. Altro che certi pretuncoli pallosissimi e le loro litanie monotone, cornice sonora di prediche anacronistiche. Nonostante l'alto livello dei pastori, tuttavia, i fedeli assomigliano ad un'accozzaglia di pecore pronta a seguire qualsiasi corrente, alcuni quasi fanatici.



Vorrei che il mondo conoscesse una via di mezzo!





mercoledì 17 ottobre 2007

PROBLEMA COMMENTI RISOLTO

RAGASSI, MI SONO RESA CONTO CHE C'ERA UNA RESTRIZIONE NEI COMMENTI E L'HO TOLTA! Ora dovrebbe essere possiBBoli lasciare commenti senza problemi. Spero che lo facciate numerosi ;)

Scusate per l'inconveniBBoli inconveniente!

Pulcia

Un nuovo amico...


Dunque, questa volta proverò a non essere polemica. Quindi qual miglior argomento che la fantastica Casa in cui vivo?

Trattasi di due edifici di una decina di piani circa in cui abitano 700 persone di tutte le nazionalità del mondo. Uno degli edifici è costituito di appartamenti condivisi con cucina, mentre l'altro, il mio, ha una settantina di camere singole piccole piccole per piano e una mensa comune al piano terra.

Ci sono poi varie sale per le attività, che si tratti di danza, lezioni, speeches da parte di invitati, reparto costumi tradizionali del mondo per la festa autunnale con tanto di sfilata e danze autoctone, nonché la palestra, spazi all'aperto, fitness center con i pesi, e persino il pub con biliardo, calcetto e musica per la delizia notturna degli abitanti festaioli. Le feste poi sono a volte indiane, a volte a temi esotici, insomma, chi più ne ha più ne metta! Basta avere il tempo.. La mensa, be', è meglio che non mi metta a descriverla, perché ne verrebbe fuori un quadretto tutt'altro che positivo. D'altra parte sono italiana e mi piace il buon cibo, o almeno quello decente. Mangiare è bello, Dio santo! Chi lo spiega a 'sti ammeregani?

Ma veniamo al "piatto" forte della casa. Innanzitutto, offre i propri servigi indiscriminatamente a tutti gli abitanti della Casa, anche se è un po' timido. Non ama farsi vedere, per cui lavora soprattutto di notte, a beneficio di tutti noi. Si può incontrare talvolta in corridoio, talvolta in camera, pur senza averlo invitato! E' vero: è un po' insolente quando entra senza permesso, però così carino! Le donne non lo amano particolarmente, e gli uomini lo invidiano per la sua capacità di intrufolarsi in ogni situazione e uscirne al meglio. Sempre vivo e vegeto.

Come, non l'avete capito? E' lui: lo scarafaggio!

...
...



Abitante perpetuo della Casa, sopravvive perennialmente a qualsiasi attacco, che sia di scopa o di insetticidi della disinfestazione (ah, la mia arriva tra una settimana). L'unica cosa che un po' lo infastidisce è il nuoto, soprattutto nuotare nell'acqua del wc. Se si riesce e buttarlo là dentro, proprio non gli va giù. Anzi, va giù direttamente lui. Giù laddove è provenuto, e da dove imperterrito tornerà a trovarci. Per chi non ha compagnia, è un vero amico: giunge a qualsiasi piano in qualsiasi momento! E anche se tu urli e cerchi di schiacciarlo, tu amico indegno e un po' pazzo, lui se ne sta tranquillo ad osservarti dietro l'angolo, aspettando il momento giusto per darti una carezza e sussurrarti intimo:

"Non ti preoccupare: io ci sarò sempre" ...



Alla fine ho dovuto invitarlo a stare da me...





W la Casa! Benvenuto!



venerdì 12 ottobre 2007

Ancora non ho visto "Sicko" di Michael Moore, che già sperimento la decadenza del sistema sanitario americano... PUR avendo un'assicurazione con l'università.

Ecco innanzitutto l'origine del problema: faringite. Mi si gonfiano le ghiandole, prima l'una e poi, prevedibilmente, anche l'altra. So per esperienza (sulla mia pelle) che secondo tali sintomi ho bisogni di antibiotici, altrimenti la situazione peggiorerà. Nel frattempo bevo brodino, thé caldo con il miele, bevo quanto posso e sto a letto. E con questo direi che la mia parte di paziente l'ho fatta!

Ma il bello è convincere i dottori in tempi accettaBBoli di quello che mi sta capitando.


ALLA DISPERATA RICERCA DI ANTIBIOTICI



CIAK 1, giovedì mattina: consapevole della mia situazione mi reco dal dottore, aspettandomi che mi prescriva gli antibiotici. Dopo un'attesa di mezz'ora, questi mi tocca leggermente le ghiandole con un tampone, dicendomi che mi manderà per e-mail i risultati, e che probaBBolimente non ho niente.
CAZZATE. Si prende il suo tempo, insomma, chi se ne frega! N.B.- il signore non mi spiega neanche se si tratta delle ghiandole o delle tonsille. Ma dove avrà preso la licenza?!

La notte porta con sé un netto peggioramento, con infezione propagata ora anche all'altra ghiandola, dolore acuito, difficoltà estrema a deglutire. febbre a 39 (ma non lo so perché nessuno, neanche le due reception della casa in cui vivo, ha un termometro!).


CIAK 2, venerdì mattina: 24 ore dopo riprendo lo stesso percorso del giorno prima, dopo aver preso appuntamento con un'altra dottoressa (scrivendo che ho bisogno SUBITO di antibiotici) e aver anche risposto all'e-mail dell'altro dottore incompetente, dove mi si diceva che il test del tampone (preistoria della medicina e perdita di tempo) era risultato negativo. L'infermiera "nota" che c'è qualcosa che non va nella mia gola, ma non è ancora convinta della necessità dell'antibiotico: e se non si trattasse di un'infezione batterica ma di un virus come la mononucleosi? SBAM! E' così che si tratta il paziente? Il paziente è considerato scemo. Poverino: cosa ne sa dei suoi sintomi, lui? Meglio imparanoiarlo con ipotesi assurde dopo avergli domandato per procedura se beve molto alcol!!!

Per essere sicuri se mi serva o meno un antibiotico, la soluzione è a portata di mano: non una ricetta, ma un prelievo del sangue! Torno a casa in attesa di ulteriori notizie, dopo aver comprato a mie spese una scatola di pillole antinfiammatorie.


CIAK 3, venerdì pomeriggio: mi chiama il dottore cui avevo scritto l'e-mail di risposta spiegandogli il mio peggioramento notturno. Lo liquido dicendo che ore prima avevo già preso appuntamento con qualcun'altro. TIE'. Poi mi chiama la seconda dottoressa che, guarda caso, ha scoperto che mi servono gli antibiotici! Che strano! 30 ore prima l'avevo detto anch'io. Prendo appuntamento e ripeto per la terza volta il percorso da casa al campus (sempre con il vento) e da lì alla farmacia vicino (ma non troppo) a casa. Prima di andare via, però, mi rifanno DUE tamponi (questa volta più violenti, per ravanare bene i germi sulle ghiandole), per scoprire se effettivamente prescrivermi gli antibiotici è cosa utile. I risultati li saprò lunedì, dopo 3 giorni di antibiotici su cinque.

L'utilità della medicina a posteriori!


CIAK 4, la pseudofarmacia: torno alla farmacia, che non è una vera farmacia, ma un cosiddetto "drugstore" (da non scambiare per i locali di Amsterdam). Cos'è un drugstore? E' un negozio che vende un po' di tutto, shampoo, creme, articoli da casa, biglietti della lotteria, caramelle...e che ha anche un bancone della farmacia. La sua caratteristica principale è quella di essere generalmente poco igienico, per non dire sporco. Ottimo quando si comprano le medicine!

Dopo essermi sudata l'agognata ricetta, vado al bancone fiduciosa e consegno tutto. Aspetto, aspetto, e intanto altra gente viene servita, tra l'altro da un bambino latinoamericano tra i 10 e i 12 anni (chiaro sfruttamento minorile!) Innervosita, domando come mai ci voglia tanto. Mi risponde un ragazzo che ci vogliono almeno 20 minuti. Allibita e febbricitante, non mi spiego quanto ci voglia
a prendere una medicina dallo scaffale, ma lui mi rassicura che non si tratta solo di quello: bisogna anche "process your prescription" (processare la ricetta...?!) e ci sono altri due pazienti prima di me. Quest'azione di "processing" significa in pratica inserire i dati nel computer. VENTI MINUTI per tre persone!


Il mio pensiero è immediato: aiuto! Questo è il terzo mondo! Tanto per confermare il tutto, l'assicurazione della Columbia manco mi copre per intero il prezzo degli antibiotici (sconcertanti $60), ma devo comunque darne $10 di tasca mia.

Grazie, Columbia! Grazie America, esportatrice di democrazia e "ampio" esempio di welfare sociale (ahahah), tecniche di riciclo (ancora più divertente) ed energie rinnovaBBoli.

Questa è la preistoria, ma credo che ai quei tempi non esistessero tanto spreco e tanto sprezzo dell'essere umano.

Tanto per la cronaca: alla Columbia sono apparsi in due giorni consecutivi un cappio alla porta di un professore (simbolo del razzismo contro i neri) e una svastica su un muro (antisemitismo nella culla delle lobby ebree). Olè.

Pulcia

martedì 9 ottobre 2007

IERI, alla Columbus Parade, 5th Av., BRACCATO MASTELLA. Missione compiuta. Grillini riportati su tutti i giornali italiani. SOLIDARIETA' a De Magistris, il pm trasferito. Saluti a Campanella: il mafioso amico dell. On (?!) Clemente. Ma noi clementi non siamo, e lo seguiamo per tutta la parata con insistenza.


Sono convinta dell'importanza e soprattutto dell'utilita' della nostra pur piccola azione:


E' la conferma che gli italiani si stanno svegliando e che sono ovunque.

E' un esempio per gli altri (e mille sono gli esempi che vengono da ogni citta' italiana e dagli altri gruppi esteri).

E' un esercizio di liberta' d'espressione.

E' una pressione continua sui politici: che si ricordino che siamo qua e siamo pronti ad alzare la voce. E' una presa di coscienza per chi ne sente parlare.

E' stato menzionato dai media (magari non in maniera adeguata, magari con strumentalizzazione, ma non siamo stati ignorati come invece avveniva qualche tempo fa).


Sono convinta che piccole azioni come questa, continuate e sparse per tutta l'Italia e financo in tutto il globo (gli italiani sono ovunque!), diano un bell'input a tutti gli altri e un sano calcio nel c*** (verbale, s'intende) ai politici.

Perche' capiscano che e' ora di finirla con l'autoreferenzialita'.

Perche' TUTTI vedano, Grillo o non Grillo, che certi personaggi devono sparire dalla politica italiana.

Perche' sia chiaro che vogliamo pulizia in Parlamento. ORA.


Cominciare da una corretta informazione mi sembra positivo. Il resto si sviluppera' col tempo, purche' continuiamo a insistere, a usare la rete.

Pulcia

Vedere www.beppegrillo.it (9/10/2007)

lunedì 24 settembre 2007

Il tempo scarseggia, per cui lascerò alcune foto con brevissimi commenti sugli eventi che rappresentano.

Quello di oggi (prime foto) riguarda il Presidente iraniano Ahmadinejad, che ha tenuto un discorso alla Columbia, Lerner Hall, tra le 14 e le 15 di oggi, ora locale. Evento che ha suscitato molte polemiche, talora dirette allo stesso Preside dell'Università Bollinger. Quest'ultimo ha tuttavia insistito sulla priorità del "Freedom of Speech", come nel primo emendamento della Costituzione, pur prendendo posizione, in alcuni punti in modo poco professionale, contro Ahmadinejad.



Una nuova guerra contro l'Iran sarebbe deleteria. Dare contro Ahmadinejad non deve in alcun modo e per alcun motivo giustificare una presa di posizione violenta. Gli studenti iraniani sottolineano che Ahmadinejad non è uguale alla nazione iraniana e non li rappresenta. Lui è una questione, il popolo iraniano un'altra.


Gli studenti della Columbia seguono il broadcast dell'intervento di Bollinger, Preside della Columbia, e di Ahmadinejad. Solo chi è munito di Columbia ID card può entrare nel campus. La polizia e i servizi segreti ci circondano, mentre gli elicotteri delle forze dell'ordine sorvolano costantemente gli edifici.


Nel frattempo, come noterete da altre fotografie, davanti a casa Brad Pitt e John Malcovich stanno girando un film: Burn after Reading, sotto la regia dei fratelli Cohen. Inutile dirlo: siamo proprio a New York! Purtroppo non ho tempo di invitare Brad per un caffè, e neppure per continuare a scrivere.

Brad ha appena ricevuto un pugno e recitato la seguente esclamazione: "You motherfucker". Poi è scappato al sicuro dagli spettatori su un'auto nera coi vetri oscurati. "Quale maestria".....


John Malcovich su un auto prima di un "car crash". Il set si trova su Riverside Drive, proprio di fronte a casa! Roba da credere.

Un ultimo appello: NO WAR. Gli americani per primi imparino il significato di questo slogan, altrimenti vuoto e perbenista.

Eva



...e ora altre foto, per fermare istanti vari del mio primo mese americano, intenso e frenetico. A volte un'immagine racconta più delle parole.



Sunset Cruise verso la Statua della Libertà con gli amici internazionali.




Ground Zero: nulla per sei anni. Quante ancora dovremo aspettare per riempire questa voragine? Quante ulteriori polemiche, divisioni?




Long Beach Island. Un soffio di vero, autentico oceano nel New Jersey. In compagnia dell'est: Lituania e Polonia. O meglio, in compagnia degli amici europei.




Architettura ondulata downtown. La Grande Mela della sperimentazione.




Party ad I.House, nel nostro mitico pub. In compagnia di India e Sri Lanka, e il resto del mondo!




Artisti di strada del Bronx davanti al Metropolitan Museum. Bravi e bellissimi!




Un sabato con scarlet. Scarlet, Pulcia and the City...!




"FruttA" di mare e "LaZagne" alla Festa di San Gennaro, Little Italy..! Imparassero a scrivere! Purtroppo la "Piccola Italia" appare molto imbastardita e poco italiana, sebbene zeppole (qui "zeppoli") e salsicce fossero davvero siciliani.




Politici italiani: VAF-FAN-CU-LO!!! V-Day, 8 Settembre 2007, Union Square.




Intrufolamento sotto mentite spoglie alla Festa degli Affari Internazionali, Times Square.





E io che credevo che le montagne di spazzatura si vedessero solo a Napoli. Qui non sono ancora neanche arrivati al concetto di "cassonetti". La spazzatura viene sì prelevata, ma marcisce intanto per strada. E se non ci sono i cassonetti, pensate che la gente ricicli? Ieri sera è venuta a casa a parlarci Nilda Mesa, "Director of Environmental Stewardship at Columbia University", in passato membro dell'amministrazione Clinton-Gore, nonché parte del "Council for Environmental Quality" alla Casa Bianca. Cos'ha detto? Che "stanno pensando di misurare lo spreco di energia degli edifici del campus, alcuni dei quali molto vecchi, e di introdurre nuove forme di energia rinnovabile". STANNO PENSANDO = NON HANNO FATTO = PARLANO PARLANO MA NON AGISCONO. New York è capitale sì, dello spreco e dell'abuso smodato di plastica. Gli americani sono indietro anni luce e criticano la Cina. Gli americani fanno le guerre e criticano i paesi antidemocratici. Io dico: cominciate a civilizzare voi stessi, e DOPO a "salvare il mondo".



Per chi non ci credesse: ho contratto un virus potente. Si chiama "Ballroom Fever" e crea un fenomeno di possessione sovrumana collegato a tango, valzer, salsa, rumba, polka, cha-cha-cha e altri tipi di balli irrestiBBoli. Ogni mercoledì sera. Definizione del male: incuraBBoli.





La Statua della Libertà e l'invasione di indiani nel mondo! Oltre ai cinesi. SOS!





Credevo fosse un invenzione cinematografica, invece esiste davvero: è lo "scuolabus"! Quel coso giallo pieno di bambini/adolescenti/postadolescenti urlandi che a Hollywood viene sempre rubato e/o distrutto e/o sequestrato e/o requisito dagli alieni per studiare esemplari umani bellicosi e capire perché distruggono il pianeta...




Infighettamento firmato Mariella Burani per la tradizionale cena di gala di I.House. Che roba! Quasi quasi svengo... SBONK!




Vista notturna dal ponte di Brooklin.


Detto e mostrato tutto questo... sappiate che il delirio newyorkese continua, e che all'università ci massacranoooooooo!!! Questa crea un fenomeno studentesco generalizzato degenerante chiamato: pazzia compulsiva da studio. Ecco gli effetti visivi:




Sintomi in espansione!


Ancora foto dalle proteste di oggi contro Ahmadinejad. L'università ha mostrato il suo impegno politico, ma anche la sua miopia. Il Preside Bollinger ha infatti esordito con commenti poco professionali sul suo avversario, e con esagerazioni alla Bush sul "bene" e sul "male". PossiBBoli che per un americano "bene=Usa"? Autocritica, ragazzi!