domenica 6 gennaio 2008

In viaggio verso il sud...

Il 3 di gennaio 2008, freschi freschi di nuovo anno, quattro avventurieri si armarono di zainoni e spirito on-the-plane e viaggiarono un intero giorno...verso il Sud America. Chi erano i miei prodi compagni di viaggio?

Tre singaporegni.


Tanto per la cronaca: Singapore non è la Cina e qualsiasi singaporegno chiamato cinese si offende moltissimo. Infatti in Sudamerica tutti quanti li chiamano "chinos", e io stessa sono diventata la "china" insieme a loro! In ogni caso, non dite mai a un singaporegno che è cinese...! Guardateli bene:



NON sono cinesi!

Pulcia doveva ancora capire con chi aveva a che fare, quando finalmente, tra un volo e l'altro, ci fu una pausa a Lima, una delle capitali più inquinate e devastate del mondo, dove le macchine nella loro folle corsa senza regole (l'unica certezza è il clacson) assumono un aspetto...così:


Le strade sono importanti da capire a Lima: ci sono strade devastate e qualche strada buona. Ci sono strade militarizzate e ci sono strade criminali. Ci sono strade in cui è meglio non metter piede...e ci sono luoghi che sono belli da vedere solo da molto lontano...





Per fortuna i peruviani sono gentilissimi. I tassisti proteggono i loro passeggeri e spiegano che ci sono zone buone e zone cattive. Le zone buone sono il centro, dove sorge un modestissimo palazzo del governo e dove i cartelli di alcuni bar espongono bevande chiamate "colonial", e Miraflores, una specie di zona occidentalizzata sul mare, in cui tra un KFC e l'altro, cercando di sfuggire a Starbucks e McDonalds, si riesce a gustare un buon ceviche con limone (specialità de pescado), accompagnato dal particolarissimo pizcosawe (bevanda alcolica con uovo e una punta di colore di un frutto rosso non identificato). Sempre fidarsi dei tassisti!

Dopo la salubre bevanda ed il lauto pasto, occorreva assolutamente andare in riva al mare, dove l'acqua lascia una puzza sui piedi che si scopre solamente quando l'opzione di una doccia è molto molto lontana... Ma pulcia sapeva anche recarsi alla spiaggia era perentorio: per raccogliere quella sabbia che l'avrebbe fatta fermare, analizzare e perquisire praticamente a tutti gli aeroporti...per esempio a Lima la domanda fatidica fu: "a cosa si dedica suo padre". Giustamente il poliziotto peruviano sospettava un qualche traffico illecito di sabbia marittima...

L'Italia in Sudamerica è proprio di casa. Moltissimi hanno parenti italiani o discendono da famiglie italiane. Conoscono il sud e indovinano persino la città di Genova. Sorprendente! Tuttavia l'Italia è troppo cara ed il viaggio troppo lungo per poter andare a visitare quei luoghi di cui hanno sempre sentito parlare. Proprio vero. L'Italia è diventata cara anche per gli italiani... figurarsi i peruviani. Meglio riposare la mente e pensare al vento, al tramonto, alla enorme croce illuminata su una collina lontana che ci illumina sulla religione principale, alla brezza salmastra e al fatto che alla faccia di tutti quelli che stanno nell'emisfero freddo, qui si passa un inverno all'insegna del calore estivo! Ahahah!

E fu così che dopo i salti nell'acqua i prodi viaggiatori tornarono all'aeroporto e, colti dal malore della tassa aeroportuale obbligatoria, ripartirono alla volta della terra del fuoco e della passione: l'Argentina!



1 commento:

Anonimo ha detto...

Hi hi, Pulcia la foto dei tuoi amici NON cinesi è meravigliosa! Quando verremo a NY li voglio proprio conoscere!
Per adesso mi accontento di rimirare i miei compagni di corso (d'Inglese) Taiwanesi e Birmani: neanche lorosono cinesi, sia mai!

Un abbraccio e a presto!
S.