Alle 3 de mattino, com'è giusto (i nostri eroi non amano gli orari convenzionali), approdammo a Buenos Aires. Il calore colpì i nostri volti con una potenza abbronzante inaspettata...tanto che subito ci bruciammo.

Un tassista non ufficiale (in omaggio all'anticonvenzionalismo del gruppo) ci accompagnò nella notte, fra viali tra i più grandi del mondo (Av. 9 de Julio) e palazzi dall'aspetto occidentale, fino al nostro ostello prediletto, a due passi da Avenida de Mayo e Avenida Corrientes, dove nacque il tango all'inizio del XX secolo.
Il problema delle prese elettriche fu presto risolto:
Dovendo vagare fino all'orario di entrata, i quattro zainonieri fecero finalmente una ricca colazione (ogni pasto sarebbe stato ricco d'ora in avanti..sic!) a base del buon vecchio caffè, delizioni croissants con dulce de leche, e altre leccornie che lasceremo all'immaginazione dei nostri rosicanti lettori..! Importante è ricordare che l'Argentina NON è terra di vegetariani...bensì d'incalliti carnivori.
Improvvisamente, ci trovammo catapultati nella piazza delle piazze, quella che vide scontri sanguinosi, proteste violente, quella che vide soprattutto le madri dei desaparecidos urlare il loro dolore negli anni ottanta.
Contro la tortura, la segregazione, la sparizione dei loro figli ad opera di un governo militare spregiudicato che fece scomparire nel nulla 30.000 persone.
Proprio in plaza de Mayo, incappammo il primo giorno in una protesta di lavoratori statali e non in marcia contro i licenziamenti di massa.
Amo la forza d'animo, la volontà di accamparsi per rivendicare i propri diritti, la voce di centinaia di persone che insieme gridano: basta. Perché in Italia questa voce è flebile flebile? Facciamola crescere.
Avrebbero da protestare anche i cartoneros, una delle piaghe di povertà estrema dell'europea argentina (ora in risalita dopo l'incrediBBoli bancarotta del 2002). Soli, sporchi, emarginati, spingono carretti pieni di cartone da riciclare da rivendere. Sono la casta più bassa della società, gli ultimi degli sgraditi: sono quelli che si muovono di notte su treni riservati solo a loro, in modo da renderli più invisiBBoli, da non farli mischiare con gli altri argentini. Si aggirano come fantasmi in strade affollate a volte, in strade più deserte preferibilmente. Esiste un treno solo per loro, il treno della segregazione, ironicamente chiamato "tren blanco", su cui possono salire con il loro carico durante la notte. Non hanno niente: solo cartone e un carretto.
Passata l'emozione della protesta, ci trovammo per la serata a San Telmo, il quartiere degli artisti e della tradizione. Quello dove ad ogni angolo spuntano tacchi a spillo e gambe intrecciate avvolte in calze a rete, mentre la musica, come dicono in una canzone i Gotan Project, encendió nuestra pasión. E' qui che si scopre a poco a poco che cos'é l'Argentina...
L'argentina è Musica!
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...
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L'Argentina è Colore!
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L'Argentina è Passione.
...più o meno così:
..continua...
















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