domenica 2 settembre 2007



New York: me la immaginavo così prima di arrivare, come i migliaia di immigrati del XX secolo (gli italiani soprattutto a inizio '900, pieni di speranze e alla ricerca di una nuova vita). Invece sono arrivata in aereo...9 ore + 1 di ritardo + 2 in aeroporto dopo.

Il primo impatto non è stato dei migliori: ho dimenticato a casa il documento più importante di tutti... quello che ciascuno dovrebbe tenere chiuso nella cassaforte più sicura, quello che è più vitale della carta igienica in bagno, del cibo quando si ha fame, dell'acqua in mezzo a un deserto: il famigerato modulo I-20!!! Tutti i poveri cristi come me, studenti internazionali, cui l'ho raccontato, avevano visi increduli ed espressioni quasi impaurite. "Ma come hai fatto a entrare negli Stati Uniti?", mi chiedevano sorpresi, oppure addirittura: "Ti hanno rimpatriata?". Per fortuna non ho un nome arabo - i poveretti solo per questo vengono perquisiti e trattenuti per due ore per controlli e domande trabocchetto assurdi-, e così, da cittadina europea sbadata, sono finita nello "stanzino".

"Segui quel poliziotto". Mi guardo intorno colpevole: non l'ho fatto a posta, lo giuro! Non sapevo, non volevo... Seguo l'omino e mi trovo in una stanza piena di poliziotti armati intenti a identificare le colpe di ogni straniero "irregolare" con aria di sfida. Intorno vedo molti cinesi, ma anche spagnoli, italiani e persone di altre nazionalità ignare del motivo per cui erano state mandate anche loro nello stanzino... "Perché sono qui?", mi chiede uno spagnolo che non parla inglese. Difficile rispondergli! Infine chiamano il mio nome. Mi chiedono per quale motivo mi trovi negli Stati Uniti. Rispondo che come risulta ben chiaramente dal mio visto (quanto ho penato per averlo!) sono approdata a questi lidi a stelle e strisce per studiare, ma quello che c'è sl visto non sembra convincerli: "il visto è una cosa", mi rispondono, "ma le tue motivazioni possono essere altre"...!!! Certo, magari un po' di traffico di droga pesante e atti premeditati di terrorismo! Alla fine dell'interrogatorio esco con un ultimatum: se non mi metterò in regola (via posta) con le autorità entro un mese, il mio status di studente decadrà, e da clandestina sarò perseguiBBoli! SOS SOS SOS!!!

Per fortuna non tutto è negativo: i miei 55 chili di valigie non sono stati perduti nel cambio a Malpensa! Dio sia lodato, se esiste!

...continua...

2 commenti:

Unknown ha detto...

Tesoro non saresti stata tu se non ti fossi dimenticata a casa qualcosa :-)) qualcosa di importante soprattutto! Ma ti amo cosi lo sai? Ci vediamo tra qualche ora pulcina bella!

scarlet/dani

Anonimo ha detto...

WOWwwwwwwww